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LA M/C ELBA IMPEGNATA NELLE OPERAZIONI DI DEFUELING DELLA COSTA CONCORDIA PDF Stampa E-mail

Finalmente è stato scongiurato il rischio di danno ambientale e l’isola del Giglio può tornare a fiorire. Il 5 aprile, infatti, sono terminate le operazioni di svuotamento dei 17 serbatoi di carburante della Costa Concordia naufragata sulle coste dell’Isola dell’arcipelago toscano il 13 gennaio 2012. Un ruolo fondamentale  nelle operazioni di salvaguardia ambientale è stato svolto dalla M/C Elba, la nave per bunkeraggio da 2.500 tonnellate della Dalmare S.p.A., che ha effettuato l’opera di defueling.

Elba-Concordia

Un lavoro lungo e non privo di difficoltà. Le operazioni di trasferimento del carburante sono iniziate alle ore 17 del 12 febbraio e sono proseguite 24 ore su 24 per tutti i giorni in cui le condizioni meteo-marine lo consentivano. Il tutto è avvenuto in collaborazione con i tecnici della Neri e della Smit Salvage  supportati dal personale del Pontone Meloria che, con il personale di bordo, monitoravano ogni ora le rate di caricazione  di circa 10 metri cubi l’ora. Per queste operazioni è stata utilizzata la tecnologia “hot tap”, che ha previsto la foratura delle lamiere dei serbatoi della nave da crociera e l'applicazione di valvole e flange per prelevare il carburante e introdurre contemporaneamente acqua in sostituzione di esso, per mantenere la stabilità della Concordia.

Il trasferimento degli idrocarburi pesanti  è stato effettuato attraverso manichette da 3 pollici connesse  ai doppi fondi del relitto, ad una profondità di circa 25 metri, con scarico diretto, tramite piccole pompe, sulle cisterne poppiere 4 e 3 SN della M/C ELBA. Quando le cisterne arrivavano a circa il 90% di riempimento, il personale di bordo smistava il prodotto nelle restanti cisterne.  Il  carburante così caricato, è stato successivamente scaricato presso la Costieri D’Alesio di Livorno e il deposito costiero Getoil di Genova.

Grazie all’intervento della M/C Elba sono stati trasferiti in sicurezza gli oltre 1921 metri cubi di carburante presenti nei serbatoi della Concordia.

Ma la notizia più importante è che i rilevamenti dell’Arpat, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Toscana, mostrano che l’acqua del Giglio ha la stessa purezza, oggi come due mesi fa, e resta una delle più limpide del Mediterraneo.  Una notizia tanto attesa dalla popolazione locale, che vive di turismo e che può finalmente tornare a vivere il suo mare senza paure.

 
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